Assemblea straordinaria 2021 cortile del Mercato coperto di Verona

Oggi assemblea straordinaria della nostra associazione, successo di pubblico, grazie a tutti per la partecipazione, è stato presentato il bilancio 2020, le nuove nomine del direttivo, un riassunto di quanto fatto nei primi due anni e le iniziative future, e poi spazio alle domande degli associati e alla convivialità.

Con il rinnovo della quota di iscrizione sono state consegnate le mappe della città e il bollino di qualità con QR Code

Free Booking Link di Google: sono veramente gratuiti?

Da marzo 2021 Google ha offerto la possibilità alle strutture ricettive, sia alberghiere che extralberghiere, di comparire “gratuitamente” con il proprio prezzo nella tendina che confronta le tariffe disponibili online quando si fa una ricerca per il nome della propria struttura. Per fare in modo che la propria tariffa sia visualizzata, con accanto la dicitura “sito ufficiale”, è necessario avere un Booking engine partner di Google e collegarlo alla propria pagina Google My Business, la pagina gratuita che Google offre alle attività commerciali. Il primo passo è quello di creare una scheda Google My Business. Se è già stata creata in automatico da Google basterà rivendicarne la proprietà e, in caso di presenza di più pagine, sarà possibile farle convergere su un unico account.
Il secondo passo è quello di avere un Booking Engine, il software di prenotazione che viene installato su un sito web per permettere di prenotare direttamente. Google offre una lista di quelli compatibili a questo link https://ads.google.com/hotels/partners/.
In questo modo l’annuncio compare all’interno del box dei prezzi nella scheda Google My Business quando si fa una ricerca su Google. In futuro sarà implementata anche nelle mappe.

Free Booking Link di Google

Free Booking Link (Link di prenotazione gratuita) è il nome del servizio che già dal nome lascia comprendere l’opportunità che viene offerta: disintermediare i portali di prenotazione evitando di pagare loro una commissione. Ma il servizio è davvero gratuito? I link in realtà non appaiono in particolare evidenza quando si fa una ricerca e spesso bisogna fare un ulteriore click rispetto alle OTA: non essendo annunci pubblicitari vengono classificati dall’algoritmo di Google per altri parametri e normalmente appaiono al di sotto degli annunci a pagamento. Questo perché nessuno può acquistare un posizionamento migliore per link di prenotazione gratuiti, mentre gli inserzionisti possono fare offerte per essere classificati in una posizione più alta nella sezione degli annunci per hotel.

Per questo motivo i link di prenotazione gratuiti da soli non bastano per disintermediare e vanno spesso integrati con campagne Google Ads, vero obiettivo di Google, che non regala mai nulla. Google punta nei prossimi mesi a diventare il primo comparatore di prezzi per strutture ricettive al mondo, il punto di partenza di ogni ricerca di camera. L’annuncio gratuito sembra quindi più uno specchietto per le allodole per attrarre più iscritti possibile e poi portarli a compiere il salto verso gli annunci a pagamento, necessari per comparire più in alto. A questo aggiungiamo i costi per implementare un booking engine in cui, sorpresa, il servizio free booking links potrebbe essere pagato a parte. Vale quindi la pena sottoscrivere un abbonamento a un Booking engine solo per i Free Booking Links? Sicuramente no: un Booking Engine andrebbe scelto in primo luogo per la facilità d’uso e la capacità di portare a termine una prenotazione sul proprio sito web. Se poi offre anche i link di prenotazione gratuita su Google tanto meglio.

Ci sono però altri modi per sfruttare la visibilità data da Google My Business senza bisogno di un Booking Engine.
Il primo è la possibilità di inserire all’interno di Google My Business gratuitamente il link al proprio sito web che è spesso in posizione migliore del proprio free booking link
Il secondo è quello di far comparire il proprio miglior prezzo attraverso una OTA che faccia pagare meno commissioni se non nessuna. In Italia ad esempio abbiamo per il settore extralberghiero bed-and-breakfast.it, un portale su abbonamento annuale che non fa pagare commissioni né sulle prenotazioni, né sui servizi extra, come la presenza nei metasearch e nei booking links. Per questo motivo in gran parte dei casi ha tariffe convenienti e appare in alto tra le ricerche.
Il terzo modo è quello di tenere viva la pagina Google My Business: pubblicare aggiornamenti, attirare recensioni positive e gestire quelle problematiche, mostrare foto e servizi a chi vi può cercare sia sulla ricerca che sulle mappe di Google.

Successo mediatico della nuova iniziativa dell’Associazione

L’Arena Martedì 20 Aprile 2021
Cronaca

L’iniziativa
La prima notte in regalo
a chi era in rianimazione

Lo scorso anno, primi in Italia, avevano messo a disposizione gratuitamente le loro strutture per i sanitari che, da altre province, venivano negli ospedali veronesi per offrire supporto nella situazione di emergenza.

Ora l’associazione Locatori Turistici di Verona lancia una nuova iniziativa che
tende invece la mano a tutti coloro che hanno attraversato la drammatica esperienza della terapia intensiva causata dal contagio da Covid. «Abbiamo deciso di regalare la prima notte a queste persone che decideranno di prenotare due o più giorni in una delle nostre strutture», spiega Edoardo Nestori, presidente dell’associazione.


(Un gesto simbolico», sottolinea, «per guardare avanti con spirito di rinascita». Un’iniziativa lanciata la scorsa primavera, durante il primo lockdown, aveva ricevuto
un’ottima risposta da parte di medici e infermieri che erano così stati ospitati in alcuni degli oltre mille appartamenti e camere di proprietà degli associati. «Questo nuovo gesto di solidarietà”‘, prosegue il presidente Nestori, «vuole essere un segno di
ritrovata normalità da festeggiare con chi ha vissuto gravemente l’esperienza della malattia. L’idea proposta dal direttivo dell’associazione è stata accolta con entusiasmo da tutti gli associati. L’adesione è ovviamente su base volontaria ma la maggior parte ha già alzato la mano». Il pernottamento è gratuito a fronte di una prenotazione di almeno due notti e può essere utilizzato da subito. Le strutture disponibili sono
presenti e consultabili per le prenotazioni sono elencate sul sito www.locatur.org.

Soggiorni post terapia intensiva

La nostra Associazione, che rappresenta a Verona e provincia oltre un migliaio di strutture turistiche riconosciute e regolarmente registrate

presso la Regione del Veneto, propone un’iniziativa rivolta alle persone che durante la pandemia hanno attraversato e superato la terribile esperienza del Covid con  il ricovero delle cure intensive ospedaliere.

 

Un gesto simbolico per guardare avanti con spirito di rinascita.

Questo nuovo gesto di solidarietà vuole essere un segno di ritrovata normalità da vivere a fianco di chi ha gravemente sofferto per l’esperienza della malattia.

 

A tale proposito i Locatori Turistici di Verona intendono offrire gratuitamente un soggiorno nelle loro locazioni per le persone guarite dopo le cure intensive:

Il ritorno alla vita da festeggiare con una vacanza in una delle più belle città d’Italia, accolti dall’ospitalità delle nostre strutture.

Il pernottamento gratuito sarà di una sola notte dato a fronte di una prenotazione di un minimo di due notti.

Ampia visibilità sarà data alle strutture che partecipano, con descrizioni e foto, in una sezione apposita del nostro sito:

www.locatur.org

L’iniziativa sarà promossa attraverso la stampa, le televisioni locali e i canali social.

Auspichiamo la partecipazione di tutti affinché si realizzi con successo e per dare nuovo impulso alle nostre attività.

Una ripartenza connotata da un gesto importante, mettendo al centro le persone secondo il modello di accoglienza che ci distingue da sempre.

https://daily.veronanetwork.it/news/locatori-turistici-una-notte-gratuita-a-chi-e-uscito-dalla-terapia-intensiva/?fbclid=IwAR0OCTEgwW-Udo_VQgIDZSdjZe1HiaOrUDeHB-JAB7c2UPo3Knb1a4uxf9w

Edoardo Nestori

Verbale incontro con il Comune per il nuovo regolamento Imposta di soggiorno

In data 22 gennaio 2021 l’Assessore ai Tributi ha invitato le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive a partecipare ad un incontro in modalità telematica per illustrare le modifiche al Regolamento Imposta di Soggiorno a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Rilancio del mese di maggio 2020.

Alleghiamo verbale dell’incontro e le modifiche al regolamento dell’imposta.

VERBALE INCONTRO 01 02 2021.pdf

101.5 KB

MODIFICHE ARTICOLI REGOLAMENTO.odt

Verbale del tavolo tecnico del 24/02/21 con il Comune di Verona

Proposte per utilizzo dell’imposta di soggiorno

In data 20 febbraio 2021 l’Assessore ai Tributi e Turismo ha invitato le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive a partecipare al tavolo tecnico  previsto  dall’art. 1 comma 1bis del Regolamento dell’Imposta di Soggiorno che recita “ Ogni anno la Giunta Comunale stabilirà che una quota del gettito dell’imposta sia  destinata ad interventi in materia di turismo proposti dalle associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive. Entro il 28 febbraio di ciascun anno le associazioni  maggiormente rappresentative potranno richiedere un tavolo tecnico con l’Amministrazione Comunale al fine di presentare tali  proposte d’intervento.”

In data 24 febbraio 2021 alle ore 17.00   si è tenuto in videoconferenza il tavolo tecnico al quale hanno partecipato :

Per l’Amministrazione:

Assessore  Francesca Toffali         ( Bilancio e Tributi e Turismo)

Barbara Lavanda                           (Dirigente U.O. Tributi Accertamento Riscossioni)

Marta Colpo                                   (Responsabile Servizio Imposta di Soggiorno) Associazioni di Categoria :

Associazione FIAIP VERONA                            ( Barbara Cusano)

Associazione CONFINDUSTRIA                       ( Barbara Baschirotto)

Associazione CONFCOMMERCIO                     (Paolo Tosi  e Paolo Caldana )

Associazione B&B                                               (Rudi Milazzo e  Fabio Fraccaroli)

Confesercenti                                                       (Costantino Mazzabò)

Cooperativa Albergatori Veronesi

(Verona Booking)                                           ( Alessandro Tapparelli e  Daniel Frank)

Federalberghi                                                         (Giovanni Zenatello )

Associazione Locatori Turistici Verona               (Edoardo Nestori )

Introduce l’Assessore  ricordando la drammaticità, sotto tutti gli aspetti, dell’anno 2020 e in particolare nell’ambito del turismo . Anche per il 2021 le premesse non sono positive, in quanto la maggior parte degli esercizi sono chiusi, ma si cercherà di gestire al meglio la situazione.

Nel 2020 la quota prevista dall’art. 1bis del Regolamento Imposta di Soggiorno è stata destinata agli allestimenti scenici e alla promozione di Verona ultimando il progetto “Verona Città dell’Opera /Capitale internazionale dell’Opera”.

Nel 2020 il gettito ufficioso dell’imposta di soggiorno si aggira ad un milione di euro (non essendoci il rendiconto i dati non possono essere precisi) e pertanto ben lontano dalla previsione di Euro 5.000.000,00 che permetteva di valorizzare la quota del citato art. 1bis del   Regolamento in Euro 250.000/300.000. Si evidenzia inoltre che solamente nel Regolamento del Comune di Verona è prevista la destinazione di una quota del gettito dell’imposta su interventi proposti dalle associazioni di categoria in ambito turistico.

L’Assessore, in veste anche di Assessore al Turismo, comunica che la Camera di

Commercio ha inviato una bozza di protocollo per utilizzare al meglio il sito “VISIT VERONA”  che purtroppo non ha avuto modo di crescere stante il suo lancio in piena pandemia. Si intende avere una visione più ampia e organica programmando una promozione dell’intero territorio e non solo della città.

Interviene Associazione B&B, Sig. Fraccaroli Fabio, chiedendo l’ammontare dei ristori dello Stato a seguito della minor entrata di imposta di  soggiorna e segnala l’importanza di collaborare tutti assieme per una promozione dell’intero territorio (città d’arte, Valpolicella, Garda ecc.) .

L’Assessore replica comunicando che si sono aperte molte collaborazioni per una visione d’insieme del territorio anche tra le due DMO. Il Comune ha avuto un ristoro all’incirca di 4 milioni di euro più 1 milione di riscosso, ricorda inoltre che il ristoro è arrivato verso la fine dell’anno e servirà per contribuire alla creazione di quell’avanzo che si andrà successivamente a certificare.

Il Comune di Verona ha introitato con i ristori quello che aveva riscosso nel 2019.

L’Assessore comunica però che nel 2020 vi sono state maggiori spese in particolare e per esempio nel settore culturale i cui musei sono rimasti aperti senza avere incassi dalla biglietteria con tutte le spese relative .

Interviene Associazione FIAIP che definisce positivo riunire il territorio ma solleva la problematica dei trasporti  e chiede che il Comune dia più informazioni .

L’Assessore comunica che è in corso di programmazione un laboratorio di idee e persone per individuare dei temi specifici e uno è proprio dedicato al tema dei trasporti al fine di capire come possano i  i turisti  spostarsi all’interno del territorio di Verona.

Per quanto riguarda le comunicazioni delle chiusure stabilite dal Governo attualmente è impossibile dare delle informazioni certe, anche per il Comune non è possibile per esempio programmare e sapere quante persone potrà contenere l’Arena.

Associazioni Locatori Turistici Verona : interviene chiedendo la restituzione dell’imposta di soggiorno versata dai gestori nell’anno 2020 .

Dirigente Settore Tributi replica comunicando  che il soggetto passivo dell’imposta è il turista e non il gestore della struttura, infatti il gestore riscuote l’imposta dal turista per poi versarla al Comune. La restituzione dell’imposta al gestore della struttura oltre che essere illegittima, si configura anche come danno erariale . L’Amministrazione potrebbe dare dei ristori ma con forme diverse.

L’Assessore  In aprile/maggio si voterà il rendiconto dell’anno 2020 e si verificherà l’eventuale avanzo.

Il Comune di Verona è una grande azienda complessa che nel 2020 ha avuto minori entrate per 58 milioni  determinate a luglio 2020 e che l’avanzo di amministrazione del 2019 di 35 milioni di euro è stato utilizzato per assestare il bilancio comunale (33 milioni) e  per i fondi di povertà (2 milioni) .

Nel 2021 certificheremo sicuramente un avanzo relativo all’anno 2020, ma prudenzialmente dovremmo attendere luglio 2021 per la verifica degli equilibri secondo il rispetto o meno delle previsioni di entrata dell’anno 2021. Per l’imposta di soggiorno si è previsto un’entrata di Euro 2.700.000 ma molto probabilmente questa entrata non si realizzerà e si dovrà pertanto utilizzare l’avanzo.

Per legge l’avanzo può essere usato per la costituzione del fondo perdite delle società partecipate del Comune. Il Comune dovrà infatti accollarsi in quota parte le perdite delle sue società partecipate in quota parte rispetto alla quota detenuta.

I nostri motori sono l’Ente Fiera, la Fondazione Arena e l’Areoporto, quindi dovremmo prima di tutto rivolgere a loro le nostre risorse, anche in riferimento non solo alle perdite, ma ad eventuali aumenti di capitale.

Associazioni Locatori Turistici Verona : l’imposta di soggiorno è un contributo alla cassa comunale

l’Assessore  ribadisce che l’interpretazione del dott. Nestori è sbagliata in quanto le spese sostenute per il solo spettacolo superano ampiamente il milione di euro riscosso a titolo di imposta di soggiorno  che è entrato nelle casse generali del Comune ma che è stato rivolto al settore cultura\turismo.

Associazioni Locatori Turistici Verona : solleva la problematica degli accessi alla ZTL

dei  soggiornanti nelle locazioni turistiche ubicate nel centro storico e se l’obiettivo sia di aumentare il turismo in città  si dovrà dare la possibilità alle famiglie dei turisti di entrare in ZTL.

Interviene Associazione FIAIP : precisa che pur essendo coinvolti nella criticità degli accessi in ZTL hanno posto la questione nelle sedi opportune e competenti.

Confcommercio :  precisa  che il tavolo è riunito per la destinazione della quota del gettito dell’imposta di soggiorno  e in merito al tema il Comune di Verona si riporta a quello che accade sul territorio nazionale  ovvero che in molte città  non permettono l’entrata delle auto nel centro storico alle persone che  alloggiano in locazioni turistiche.

Associazioni Locatori Turistici Verona : il soggiornante ha il diritto di entrare in ZTL.

 

Assessore interviene ricordando che questa problematica non riguarda questo tavolo

tecnico  e di attenersi solamente all’ordine del giorno.

Federalberghi :  in linea con quanto indicato dall’Assessore e propone che qualsiasi fosse la cifra da destinare sia ancora a favore della Fondazione Arena sperando che possa andare in scena anche quest’anno.  Propone che le associazioni di categoria si stringano attorno a Fondazione Arena e Fiera e di distribuire la disponibilità economica parti concordate a questi due Enti.

Il dott. Franco comunica che l’11 marzo 2021 si terrà la Fiera di Berlino  e la promozione di destinazione a Verona e il cavallo di battaglia sarà rappresentato proprio dall’Arena. Concorda di sostenere i due pilastri   Fondazione Arena e Ente Fiera .

Camera di Commercio  : in linea con l’Assessore per la destinazione unica, a disposizione per sostenere i 3 motori fondamentali per lo sviluppo della città . La Camera di Commercio si è fatta parte attiva per la ripartenza e lo sviluppo economico della città e del territorio  stanziando un’ingente somma (circa 30 milioni di Euro) sul progetto RIVER.  Un progetto di sviluppo per far tornare e incrementare i turisti e poter lavorare sul territorio, quest’anno concentrato sul turismo su gomma mentre l’anno prossimo sull’aereoporto.

Assessore  conferma la partecipazione del Comune e l’avanzo che si andrà a

certificare servirà per queste azioni e per non andare in dissesto.

Chiede ai partecipanti di operare, al di là della cifra da individuare, che  i maggiori aiuti possibili  siano nei confronti dei  2 motori di reddito Fondazione Arena e Ente Fiera di Verona.

Confindustria: chiede avanzi per l’organizzazione della promozione

Assessore  assicura che l’obiettivo, per quanto è nelle capacità dell’Amministrazione e non solo della quota percentuale dell’imposta di soggiorno che è esigua, è il sostegno alla Fiera, Fondazione Arena e la promozione del territorio. Le associazioni riceveranno un invito ad una cool per sviluppare i temi di promozione del territorio. Sarà un appuntamento tecnico mensile con un tema specifico e una scaletta d’interesse, con un mediatore e soprattutto con interventi programmati .

Verona booking : rappresenta la difficoltà di programmazione e rilevazione dei flussi turistici.  Mette a disposizione uno strumento che condivide tutti i dati su un’unica piattaforma e analizzando questi dati si vede il flusso in tempo reale.

Associazione B&B:  collaborazione fra i Comuni della Provincia di Verona convogliando tutti i siti  su VISIT VERONA .

Assessore : in studio bozza di utilizzo del sito VISIT VERONA  da aprire e condividere e della tipologia di accordo al fine che diventi un sito di promozione di tutto il territorio.

Il tavoro tecnico si chiude alle ore 18.15

Consigli per fare locazione senza le OTA

1 Dotarsi di un sito con Booking Engine

Il sito web è alla base di tutte le strategie di disintermediazione, dato che serve un luogo virtuale in cui far atterrare gli ospiti che non prenotano tramite le OTA. Bisogna però essere anche in grado di offrire un servizio che permetta la prenotazione con la stessa semplicità dei portali. Il semplice sito statico con descrizione delle camere e form di contatto non funziona più da tempo e occorre integrare il sito con un vero e proprio Booking engine (vedi la sezione FAQ del sito), un motore di prenotazione che mostra le date in cui c’è disponibilità e relativi prezzi. Se si gestiscono molti annunci è utile avere anche un Channel Manager (vedi la sezione FAQ del sito), un software che sincronizza automaticamente le disponibilità sui diversi canali ed evita le doppie prenotazioni.
Chiaramente un investimento di questo tipo può essere oneroso in tempi di crisi, ma esistono diverse opportunità alla portata anche di strutture più piccole. Esistono diverse suite di servizi che offrono in un unico prodotto il sito web, il PMS (Property management system o gestionale), il Booking Engine e il Channel manager. Preferibile quindi scegliere chi può offrire questi servizi tutti assieme rispetto all’acquisto separato.

2 Usare le mappe

E’ fondamentale essere posizionati correttamente sulle mappe di Google, rivendicando la propria pagina Google My Business: questo permette di avere un link diretto al proprio sito web per chi effettua una ricerca in Google Maps, un dettaglio non trascurabile. Allo stesso modo si può segnalare la propria presenza come punto di interesse anche su sistemi di mappe minori come le Apple Maps, Waze, le mappe di Bing, Maps.me o Here We Go.

3 Sfruttare i metasearch

I metasearch sono i comparatori di prezzo del mondo dell’ospitalità: siti come Trivago, Kayak, Skyscanner, Tripadvisor nonché Google permettono di confrontare il prezzo del proprio annuncio sui diversi portali. Negli ultimi anni, inoltre hanno permesso anche di poter promuovere nella comparazione il prezzo presente sul sito della struttura ricettiva, che deve naturalmente essere più basso per apparire concorrenziale. Questa possibilità è di solito offerta come campagna a pagamento per cui conviene farla solo se il costo di acquisizione del cliente è inferiore alla commissione pagata sulle OTA. Un alternativa valida può essere quella di presenziare attraverso una piattaforma a costo fisso e che per questo non prende commissioni aggiuntive sulle prenotazioni.

4 Fare branding

Aver creato un proprio marchio permette una maggiore riconoscibilità e ricercabilità dell’alloggio: utile quindi creare una propria immagine coordinata in tutti i canali in cui si è presenti per consentire.

5 Attivare campagne di protezione del marchio

Su Google capita sovente che alla ricerca del nome della propria struttura il primo risultato disponibile sia la sponsorizzata di una piattaforma. Poiché molte persone cliccano sul primo risultato e non distinguono tra contenuti sponsorizzati e non, si comprende quanto sia importante provare a occupare quella posizione. Per questo motivo si attivano campagne chiamate di “brand protection” per scavalcare nuovamente i portali e comparire al primo posto: come per i metasearch le campagne sono convenienti se il costo di conversione è minore del costo di intermediazione delle OTA. Nel primo semestre 2021 potrebbe essere più conveniente proprio per via della riduzione degli investimenti dei portali.

6 Costruire una presenza social attiva

Sicuramente tutti hanno una presenza social almeno su Facebook e Instagram, ma per farsi notare occorre uno sforzo in più: da una parte un piano editoriale con pubblicazione costante di foto di destinazione, dettagli dell’alloggio, recensioni ricevute, dall’altra intervenire nelle conversazioni che riguardano i propri argomenti di interesse: su Facebook anche le pagine possono iscriversi ai gruppi e magari rispondere a chi fa domande specifiche che riguardano la propria destinazione.

7 Offrire convenzioni alle aziende

Si viaggia poco per lavoro, ma nella prima parte del 2021 è uno dei pochi motivi validi per viaggiare: per questo vanno intensificati gli sforzi nella direzione di contattare le aziende della vostra zona, specialmente quelle con più filiali che potrebbero avere necessità di pernottamenti di colleghi fuori sede. In assenza di eventi business, non vi limitate ai colletti bianchi e verificate almeno i cantieri della zona: anche gli operai devono dormire da qualche parte.

8 Raccogliere i dati degli ospiti

Una buona norma, che va oltre l’obbligo di legge di Alloggiatiweb, è quella di ottenere il consenso degli ospiti, in particolare quelli che arrivano dalle OTA a utilizzare numero di telefono e indirizzo email per future attività promozionali. In questo modo sarete autorizzati a inviare loro newsletter, offerte e proposte per ritornare senza intermediazione.

9 Posizionarsi sui motori di ricerca (SEO)

L’arte di arrivare in cima ai motori di ricerca richiede competenze specifiche, ma non è mai tardi per studiare. Alla base della SEO (Search Engine Optimization) c’è l’idea di creare contenuti che rispondano a uno specifico bisogno di ricerca dell’ospite. Leggete gratuitamente la guida introduttiva di Google alla SEO a questo link https://developers.google.com/search/docs/beginner/get-started?hl=it e vi fornirà  gran parte dei concetti utili a creare contenuti di valore. Poi provate a ragionare su quali sono i vantaggi che offrite e che possono essere ricercati dagli ospiti nel 2021: la presenza di una piscina o di un giardino, una connessione in fibra, ma anche la possibilità di ottenere il cashback di stato o partecipare alla lotteria degli scontrini con i pagamenti digitali.

10 Fare PR digitali

Una buona idea per aumentare la propria visibilità è far parlare di se su blog e media di settore: pensate a cosa può far notizia e provate a raccontarla in giro. Negli ultimi mesi avrete sicuramente letto storie di strutture ricettive in crisi e di come stanno provando a risollevarsi. Potete farlo anche voi, proponendo direttamente una storia o affidandovi a un professionista.

Locazioni brevi: imprenditori per forza?

I titolari dei redditi da locazioni brevi invocano riduzioni della cedolare secca e della sua base imponibile, non realizzando che la tassa al 21% potrebbe essere revocata a molti di loro.

Il processo di riforma fiscale avviato a gennaio con il ritiro del famoso emendamento Pellicani, e interrotto solo a causa della pandemia, sta per ripartire, e il criterio di imprenditorialità è tornato di grande attualità. Le nuove limitazioni alle locazioni turistiche stanno per essere inserite nel nuovo disegno di legge sul lavoro agile (smart working), e trovano convergenza da parte di molte parti sociali e politiche, come vedremo.

Tutto questo, mentre l’ex ministro Centinaio ha ripresentato a luglio al Senato il testo della legge delega del turismo arenatasi più di un anno fa in coincidenza con il cambio di Governo. In esso, fra le materie oggetto della delega, la definizione dei “criteri in base ai quali l’attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale”.

I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Con la risposta n. 278 del 26/8/2020, l’Agenzia delle Entrate conferma la piena applicabilità della cedolare secca per i redditi prodotti dal proprietario e titolare di diverse attività di locazione turistica (tre case in Lombardia, una in Liguria, una nel Lazio e due in Sardegna), affittate per brevi periodi tramite portali internet. Nell’interpello, il contribuente precisa che non metterà a disposizione degli ospiti alcun servizio e che gli unici servizi forniti, unitamente alla messa a disposizione degli immobili, saranno le utenze, la fornitura iniziale di biancheria e la pulizia finale.

Nel porre il quesito, il titolare dimostra di avere ben chiara la differenza fra locazione turistica e struttura ricettiva, e le loro distinte modalità di tassazione.

Ricordiamo che, mentre le Locazioni Turistiche producono redditi fondiari (tassabili con cedolare secca), le strutture ricettive non imprenditoriali (Case Vacanze e Bed&Breakfast) producono redditi diversi, non tassabili con cedolare secca, ma solo con Irpef. La differenza dipende dai servizi offerti: anche il minimo servizio (come ad esempio il cambio di biancheria, il riassetto della camera e la colazione) può qualificare una attività turistica come struttura ricettiva.

Come prevedibile, l’Agenzia risponde che, oltre ai criteri presenti nel codice civile, nella disciplina Iva e delle imposte sui redditi, gli elementi rilevanti per definire l’imprenditorialità di tale attività non sono costituiti dal numero totale di immobili, ma piuttosto dai servizi offerti e dalla forma di organizzazione. Nel caso del contribuente che ha presentato l’interpello, i ridottissimi servizi offerti in combinazione con la fruizione del proprio immobile non modificano la natura dei redditi, che possono essere qualificati come da locazione breve.

Importanti anche alcune precisazioni della risposta delle Entrate:

  • la locazione tramite l’intermediazione di portali telematici non è un indice di imprenditorialità;
  • la fornitura di servizi addizionali produrrebbe per gli stessi immobili un reddito “diverso” – art. 67 i) TUIR – che impedirebbe l’applicazione della normativa sugli affitti brevi, e dell’opzione per la cedolare secca.

LE NOVITA’ IN ARRIVO

L’interpello e la risposta si riferiscono alla attuale normativa, che potrebbe però presto cambiare. A metà luglio, si sono tenuti a Firenze gli Stati Generali del Turismo 2020, presieduti dal Sindaco Nardella, alla presenza del Sottosegretario al MIBACT Bonaccorsi che si è impegnato a promuovere varie azioni a tutela delle città d’arte, fra cui una norma nazionale sulle locazioni turistiche, che, oltre a individuare i criteri di imprenditorialità con riflessi sulla tassazione, ne limiterebbe il numero e il periodo di attività nei centri storici più soggetti all’overtourism.

Il 30 luglio, gli stessi obiettivi sono stati rilanciati attraverso una lettera aperta inviata al Ministro Franceschini da Confesercenti, con il favore delle Amministrazioni locali di Firenze e Venezia e dei sindacati (CGIL).

Il provvedimento sta per essere inserito nel disegno di legge smart working presentato al Senato. E’ probabile che le nuove norme anti-affitti brevi ricalchino quella già previste a febbraio, poi non più presentate (esclusione dalla cedolare secca oltre un certo reddito annuo o numero di immobili o prenotazioni), o vengano approvate regole ancora più “aggressive”, con l’assegnazione di una partita Iva a determinate condizioni, o, più ragionevolmente, si completi l’attuazione del codice identificativo nazionale.

CEDOLARE SECCA O IRPEF?

Nell’inseguimento dell’imposta più bassa, spesso non vengono considerati i costi fiscali conseguenti al cumulo fra Irpef e cedolare secca, che si aggiungono al 21% già previsto. Il reddito complessivo per le agevolazioni fiscali tiene conto infatti anche dei redditi tassati con cedolare secca, che si cumulano a quelli soggetti ad Irpef.

Un contribuente con un reddito di lavoro dipendente da 23mila euro, con un figlio a carico e un reddito da locazione breve da 13mila euro, paga il suo 21% sul reddito “turistico” (cedolare = 2.730 euro). Ma, a causa del “conguaglio” fra Irpef e cedolare secca, dovrà pagare altri 1.600 euro, fra minori detrazioni per lavoro dipendente e per familiari a carico, e restituzione del bonus lavoro dipendente. Senza tener conto di eventuali assegni per il nucleo familiare* e di famiglie numerose, maggiormente penalizzate in questa situazione. Nell’esempio, il carico fiscale effettivo della cedolare secca sale al 33%: è sempre opportuno calcolare bene il regime fiscale più conveniente e tutte le sue implicazioni prima di iniziare l’attività.

*Ai fini dell’assegno INPS per il nucleo familiare (ANF), il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito da lavoro dipendente e assimilato. Quindi se il reddito da locazione, comunque venga tassato, supera il 30% del reddito complessivo, comporta la perdita dell’ANF, e questo è un ulteriore carico da considerare.

ALIQUOTA PIU’ BASSA, MULTE PIU’ SALATE

Pochi sanno anche che la cedolare secca ha un sistema sanzionatorio speciale, in pratica il più severo del nostro sistema fiscale.

Nel caso venga dichiarato un importo più basso rispetto a quello effettivo, è prevista la sanzione dal 180% al 360% della cedolare secca dovuta. Le sanzioni salgono alle stelle, nel caso di omissione totale del reddito da locazione, punita dal 240% al 480% della cedolare secca dovuta. In quel caso, la somma di imposta dovuta e sanzioni supera addirittura il reddito evaso, traducendosi di fatto in una confisca del reddito non dichiarato da parte dello Stato.

Agli schemi elusivi a volte presenti nei contratti di locazione “rent-to-rent” con proprietari persone fisiche, sono applicabili queste pesanti sanzioni, sia nel caso di cedolare secca al 10% non spettante, che nel caso di cedolare secca al 21% applicata impropriamente in contratti con società o interposte persone, per finalità turistica ultima dell’immobile.

Le pesanti conseguenze sui proprietari, che arrivano come abbiamo visto alla confisca totale (sanzione pari o maggiore del reddito da locazione), dovrebbero far riconsiderare certe modalità “allegre” di stipula dei contratti di locazione di immobili abitativi destinati a locazione turistica o a struttura ricettiva.

E’ suggeribile in ogni caso la regolarizzazione, anche per host con immobili propri.

IMPRENDITORI PER FORZA?

Per concludere, al di là delle questioni giuridiche sulla legittimità di imporre limitazioni all’attività o regimi fiscali coercitivi, nutriamo seri dubbi sulla identità fra proprietari di immobili e imprenditori. Le due figure non sempre coincidono: nella realtà e nelle definizioni economiche, le due categorie sono profondamente diverse: il “capitalista” vuole una rendita per il suo capitale, possibilmente certa, mentre l’imprenditore, a fronte di un rischio, persegue il suo profitto.

Diventa quindi una questione di change management: idealmente una attività che dà frutti e soddisfazioni non può nascere da una costrizione. Ma nella realtà, molti potrebbero presto accettare di “professionalizzarsi” e aprire la partita Iva, o purtroppo, inventare soluzioni elusive per aggirare i nuovi limiti presto imposti.

Scopri Il nuovo servizio di Google: Hotel insights

Gli Hotel Insights di Google che saranno presentati ufficialmente tra mezz’ora. Funzionano anche con l’extralberghiero a patto di avere una scheda Google My Business. Inserite il nome della vostra struttura e guardate i dati. Se non avete una struttura su Google, è facile crearla , con Google My business (https://www.google.com/intl/it_it/business/)

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È nata l’associazione locatori turistici di Verona

Associazione dei locatori turistici di Verona
 

Ieri, 17 dicembre, si sono riuniti i locatori turistici veronesi nella Sala Giavoni di Porta Palio per dare vita alla prima associazione di settore di Verona.Associazione Locatori Turistici Verona, questa la denominazione scelta. Al gruppo hanno già aderito circa duecento locatori che gestiscono l’accoglienza turistica per circa un migliaio di case e appartamenti destinati alla locazione turistica di Verona e provincia.

Gli scopi dell’associazione sono di promuovere il dialogo con la città e l’amministrazione, di rappresentare un punto di riferimento per chi intraprende ed esercita l’attività di locazione turistica e di migliorare la conoscenza di questa attività per la crescita del turismo a Verona.

Gli iscritti hanno nominato all’unanimità Edoardo Nestori presidente dell’associazione e Mariangela Bonfanti vicepresidente.


„Come locatori turistici abbiamo avvertito la forte necessità di unirci e fare squadra – ha dichiarato Nestori – Vogliamo rappresentare un punto di riferimento per tutti i locatori turistici della nostra città, e simultaneamente lavorare proficuamente con l’amministrazione per chiarire alcune parti delle norme che regolano la locazione turistica che non risultano del tutto chiare. Inoltre intendiamo collaborare attivamente con la polizia municipale contro l’abusivismo che purtroppo è ancora presente.“
 

 http://www.veronasera.it/economia/associazione-locatori-turistici-18-dicembre-2019.html

Nasce l’Associazione Locatori Turistici Verona

L’Associazione dei Locatori Turistici di Verona, nata a dicembre dello scorso anno, si è presentata ai propri soci mercoledì 15 gennaio nella sala convegni di BPM. Oltre 150 sono stati i proprietari e gestori intervenuti, a conferma dell’esigenza della categoria di fare squadra e di riconoscersi in un’organizzazione che consenta di affrontare al meglio i problemi.

Durante l’assemblea largo spazio ai temi di natura legale e fiscale nel rispetto delle norme che regolamentano gli affitti turistici.

L’Associazione si propone di diffondere la cultura della legalità tra i propri associati in collaborazione e dialogo con la Pubblica Amministrazione e le istituzioni, senza porsi in contrasto con altre categorie, ma proponendosi come risorsa per il territorio.

All’incontro erano presenti i Soci Fondatori e il Consiglio Direttivo: il presidente Edoardo Nestori, la vicepresidente Mariangela Bonfanti, anche responsabile comunicazione e relazioni esterne, la referente per la segreteria Laura Adami, il tesoriere Paolo Scalco e l’avv. Edoardo Giacino, che presiede anche il Collegio dei Probiviri composto da Stefano Napolitano e Francesco Zanolli

Accoglienza e legalità le parole chiave, senza dimenticare la complessità di un quadro normativo che ancora non si è adattato al nuovo turismo più smart dell’era digitale. L’Associazione intende promuovere la Locazione Turistica nel rispetto delle leggi e rappresenta le strutture registrate in Regione, in possesso del Codice Identificativo.

Ecco i prossimi programmi in calendario: un Convegno su Legalità e Fiscalità delle LT, che si svolgerà nel mese di febbraio, incontri e corsi formativi per offrire strumenti utili ad affrontare il mercato in evoluzione, sempre più specializzato e competitivo.

L’associazione sta inoltre allestendo un sito internet: www.locatur.org, per comunicare con enti ed istituzioni di riferimento, apprendere informazioni e notizie in materia di locazione e confrontarsi con professionisti ed esperti sui temi di maggiore interesse

link:  https://www.veronanews.net/nasce-lassociazione-locatori-turistici-di-verona/

Nata l’associazione degli affittuari turistici

VERONA «Un nostro consociato, la settimana scorsa, è stato multato di 4 mila euro più intimazione a chiudere l’attività perché in un foglio in cui elencava i servizi c’era scritto che veniva offerta una bottiglia di vino di benvenuto. Multare può essere giusto se quel servizio non può essere offerto, ma 4 mila euro con intimazione a chiudere ci sembra un po’ eccessivo. Bisognerebbe fare chiarezza sui regolamenti, perché tra Stato e Regione le norme sono tante e interpretabili, e magari sotto alcune voci trovare un giusto compromesso». È anche per
quello che una fetta del mondo delle locazioni turistiche a Verona, sbocciato col turismo low-cost, mai quantificato (non esiste un registro) e oggetto di strette fra controlli e regolamenti di Comune e Regione contro l’abusivismo, si riunisce adesso in associazione. «L’idea nasce proprio dall’aumento esponenziale di locazioni turistiche in parallelo alla totale assenza di rappresentanza della categoria alle tavole rotonde sul tema. Si è creata una sorta di “caccia alle streghe”? Sì. Ma ci teniamo a sottolineare che noi siamo contro gli abusivi». Chi parla è Edoardo Nestori, 41 anni, locatore dopo esperienze nel commercio (abbigliamento) e in politica (già segretario del movimento «Fare! Giovani» legato all’ex sindaco Tosi e presidente del consiglio di vigilanza di Arnia). Da una ventina di giorni, Nestori è presidente della prima Associazione locatori turistici di Verona. Dice, Nestori, che l’associazione riunisce «circa 200 titolari di locazioni turistiche per un migliaio di strutture rappresentate». Che col Comune ci si vuole «dialogare e chiarire tutti i regolamenti». Che gli albergatori «non sono il nostro nemico, semmai lo sono gli abusivi: danneggiano noi che paghiamo tassa di soggiorno, Tari e Tasi». Non parliamo, va ricordato, di bed & breakfast, né affittacamere, né casevacanza. «Le locazioni turistiche — si aggancia Nestori — offrono alloggio, energia, acqua, gas, biancheria e asciugamani». Locazioni che si pubblicizzano spesso su Airbnb o Booking e che, quando regolari, «portano indotto alla città». Una realtà, in sintesi, che diventa fonte di reddito e non solo extra: «Mediamente chi s’impegna in una locazione faceva prima un altro lavoro e ha deciso di provare l’attività su uno o più immobili disponibili. Tra i primi consociati, per dire, c’è una ragazza che, trovatasi licenziata, ha aperto una locazione in un appartamento di famiglia. A volte sono pure le problematiche delle locazioni standard che incentivano a cambiare: pensiamo agli sfratti, ai problemi causati da un inquilino che non paga, è normale che liberatosi del fardello preferisca sperimentare una locazione turistica.»

dal Corriere di Verona del 19/12/2019

Nuovo decreto: parlano locatori turistici veronesi

A seguito del nuovo Decreto Legge interministeriale Economia-Interno in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che tratta il pagamento della tassa di soggiorno da parte delle strutture adibite a locazione turistiche, l’Associazione Locatori Turistici Verona, che rappresenta circa 1500 strutture nella città di Verona e nella sua provincia, esprime la propria soddisfazione in un’ottica di propensione alla piena legalità che da sempre la contraddistingue.

Il Presidente Edoardo Nestori a riguardo dichiara “Tutti i provvedimenti nazionali, regionali o comunali che favoriscano la legalità nell’esercizio della nostra attività, sono da sempre sostenuti e ben accolti dalla nostra categoria. Trovo tuttavia perlomeno singolare che questo decreto sia stato definito dal Presidente di Confcommercio di Verona e dal Presidente di Federalbeghi genericamente “un giro di vite” nei nostri confronti dando ancora una volta una connotazione chiaramente negativa a tutto il nostro comparto, che ricordo versa all’incirca due milioni di euro di tassa di soggiorno al comune di Verona ogni anno. La nostra associazione è nata proprio per differenziarci e per contrastare chi affitta strutture per brevi periodi in maniera abusiva, perciò il generalizzare non fa altro che creare confusione, senza dimenticare che ormai nella nostra città ci sono decine di appartamenti di proprietà di hotel adibiti a locazione turistica che in teoria dovrebbero seguire le nostre stesse regole. Ci auguriamo che sia sempre così.”

Il presidente conclude: “Auspichiamo e siamo a completa disposizione per una fattiva collaborazione con tutte le parti in causa, polizia municipale, Amministrazione e associazioni di categoria, al fine, una volta che sarà terminata questa tremenda pandemia, di poter tornare tutti a lavorare nel pieno rispetto della legalità per il bene della nostra meravigliosa città”.

https://www.tgverona.it/pages/916965//attualita/nuovo_decreto_parlano_locatori_turistici_verona.html

Locatori turistici, il presidente: “Non generalizziamo”

A seguito del nuovo Decreto Legge interministeriale Economia-Interno in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che tratta il pagamento della tassa di soggiorno da parte delle strutture adibite a locazione turistiche, l’Associazione Locatori Turistici Verona, che rappresenta circa mille e 500 strutture nella città di Verona e nella sua provincia, esprime la propria soddisfazione in un’ottica di propensione alla piena legalità che da sempre la contraddistingue.

«Tutti i provvedimenti nazionali, regionali o comunali che favoriscano la legalità nell’esercizio della nostra attività, sono da sempre sostenuti e ben accolti dalla nostra categoria» afferma il presidente Edoardo Nestori. «Trovo tuttavia perlomeno singolare che questo decreto sia stato definito dal Presidente di Confcommercio di Verona e dal Presidente di Federalbeghi genericamente “un giro di vite” nei nostri confronti dando ancora una volta una connotazione chiaramente negativa a tutto il nostro comparto, che ricordo versa all’incirca due milioni di euro di tassa di soggiorno al comune di Verona ogni anno».

«La nostra associazione è nata proprio per differenziarci e per contrastare chi affitta strutture per brevi periodi in maniera abusiva, perciò il generalizzare non fa altro che creare confusione, senza dimenticare che ormai nella nostra città ci sono decine di appartamenti di proprietà di hotel adibiti a locazione turistica che in teoria dovrebbero seguire le nostre stesse regole. Ci auguriamo che sia sempre così» prosegue.

«Auspichiamo e siamo a completa disposizione per una fattiva collaborazione con tutte le parti in causa, polizia municipale, Amministrazione e associazioni di categoria, al fine, una volta che sarà terminata questa tremenda pandemia, di poter tornare tutti a lavorare nel pieno rispetto della legalità per il bene della nostra meravigliosa città» conclude.

 

Associazione Locatori turistici, Nestori: «Non generalizziamo»

 

Rapporto turismo a Verona

In calce i link per i rapporti pubblicati dalla Camera di Commercio di Verona sul mondo del turismo, con le analisi dei flussi

https://www.vr.camcom.it/it/content/turismo-0

 

Airbnb cambia: da gennaio commissioni al 15% per gli host con channel manager

Con una mail agli host Airbnb ha ufficializzato un ulteriore step nel passaggio al modello di business delle OTA. Dal 7 dicembre chi ha un channel manager non potrà più scegliere se utilizzare il modello classico che prevede divisione delle spese di transazione tra host e guest o il nuovo modello semplificato che prevede spese solo lato host del 14%. Chi si connette tramite software di terze parti sarà obbligato a passare al nuovo modello in cui sono del tutto eliminate le spese per gli ospiti che prenotano mentre le fee lato host passeranno poi dal 14% al 15% dal 1° gennaio 2021. La buona notizia, secondo Airbnb, è che il nuovo modello conviene: chi ha semplificato le tariffe ha ottenuto il 17% in più di prenotazioni tra novembre e febbraio dell’anno scorso (dati quindi pre-pandemia)

Airbnb sta in questo modo abbandonando l’idea di essere un modello di business alternativo a quello delle altre piattaforme e il suo modello di business classico resta riservato a chi non ha automatizzato l’attività (e probabilmente la svolge in maniera non imprenditoriale). La scelta si è resa necessaria da una parte per la quotazione in Borsa che richiede cifre meno aleatorie possibili, per una maggiore facilità di integrazione con i channel manager e anche per la spinta regolamentativa dell’Unione europea che già da diverso tempo chiede trasparenza sul prezzo finale che l’ospite deve pagare. In previsione questo modello sarà esteso a tutto Airbnb, ma ovviamente è più semplice implementarlo con sofware già predisposti a farlo.

Di seguito la mail con cui Airbnb ha annunciato il cambiamento:

“Stiamo passando a una struttura semplificata dei costi del servizio per gli host connessi tramite software

Le tue impostazioni per i costi del servizio

Lo scorso anno, abbiamo iniziato a offrire 2 strutture di costi del servizio, che prevedono la condivisione degli stessi tra host e ospiti oppure la copertura interamente a carico degli host. Stai utilizzando il prezzo semplificato, quindi i costi del servizio vengono interamente dedotti dai tuoi compensi e non addebitati in alcun modo agli ospiti, che pagheranno esattamente le tariffe che imposti.

Cosa cambierà?

Conclusione dello sconto sui costi del servizio
Poiché hai applicato i prezzi semplificati fin dall’inizio, hai usufruito di costi speciali, scontati al 14%. Dal 1° gennaio 2021, i costi del servizio aumenteranno al tasso standard del 15%. Questo non influirà sulle prenotazioni esistenti e si applicherà solo a quelle che riceverai dopo questa data. L’utilizzo di Airbnb dopo il 1° gennaio 2021 implica l’accettazione da parte tua di questi nuovi costi del servizio.
Non potrai modificare le impostazioni dei tuoi costi del servizio
Abbiamo capito che dare agli host un controllo maggiore sul prezzo finale pagato dagli ospiti ha contribuito a mantenere competitive le tariffe, portando in media a un aumento delle prenotazioni pari al 17%. Poiché il prezzo semplificato si è dimostrato la scelta migliore sia per gli host che per gli ospiti, sarà l’unica struttura dei costi del servizio disponibile dopo il 7 dicembre 2020 per gli host connessi tramite software con alloggi nel tuo paese.
Non tutti gli host passeranno al prezzo semplificato
Questa modifica ti riguarda perché hai un alloggio in uno dei paesi selezionati e ti connetti a Airbnb tramite un software di terze parti.
Non è richiesta alcuna azione da parte tua
Poiché utilizzi già il prezzo semplificato, non devi apportare alcuna modifica alle tue impostazioni. Scopri di più sui nostri costi del servizio
Ti ringraziamo di essere un membro importante della nostra community di host
Ci impegniamo a supportare te e la tua attività di host e continueremo a investire in strumenti e modifiche dei prodotti per aiutarti a crescere.

Consegnati i bollini di certificazione dell’ Associazione

Nelle giornate di martedi 29 settembre e giovedi 1 ottobre, sono stati consegnati a tutti gli associati dell’Associazione Locatori Turistici Verona, i bollini di certificazione per le strutture iscritte con logo e QR code adesivi.

Tali bollini adesivi saranno applicati e esibiti in ogni singola struttura e permetteranno agli ospiti, o a chi interessato, di utilizzare il QR code che rimanderà direttamente ad una pagina dedicata del website dell’associazione dove sono spiegate le peculiarità di legalità della struttura stessa, considerato che condizione imprescindibile per essere associati è essere in possesso del codice identificativo regionale.

Il Presidente Edoardo Nestori afferma : «Questa iniziativa vuole rappresentare un ulteriore significativo segnale dell’impegno che ci caratterizza, a sostegno della legalità, al fianco delle istituzioni, nel rispetto delle norme che regolano la nostra attività».

Associazione locatori turistici, consegnati i bollini di certificazione

Il nostro bollino con QR code

Un segno distintivo per le Locazioni Turistiche iscritte all’Associazione.

In questi giorni il presidente Edoardo Nestori con il Direttivo ha distribuito gli adesivi con il QR Code associativo. L’iniziativa riguarda le strutture in possesso del codice regionale e in regola con le normative.

Tari, locatori turistici sul piede di guerra

Se si tratta di riscuotere una tassa sono considerati alla stregua delle categorie commerciali. Ma quando si parla di agevolazioni per la crisi aperta dal Covid-19, non solo non ci sono sgravi, ma la gabella arriva tale e quale, con la maggiorazione prevista dalla normativa. Per questo i locatori turistici veronesi sono sul piede di guerra. In questi giorni stanno ricevendo le cartelle per il pagamento della Tari, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti, che non prevede alcuno sgravio per la loro attività, penalizzata – al pari delle pensioni e degli alberghi – per non aver ricevuto ospiti dai primi di marzo al 18 maggio.

Ora l’associazione che li raduna, presieduta da Edoardo Nestori, attacca: «Abbiamo scritto al sindaco Federico Sboarina a maggio, non abbiamo mai ricevuto risposta. Chiedevamo di non applicare la Tari alla nostra attività dal 9 marzo al 18 maggio non avendo avuto clienti e quindi non avendo prodotto rifiuti. Tra l’altro, dopo la riapertura, abbiamo avuto un sensibile calo di turisti che hanno pernottato per una notte, quasi in tutti i casi. Siamo assimilati alle attività commerciali solo quando si parla di tasse, ma non di agevolazioni».

L’Associazione torna anche su un altro tema dibattuto, chiedendo la possibilità di aprire la Ztl in centro anche alle loro clientele: «Siamo strutture ricettive solo per la Tari? rincara la dose Nestori: «La categoria è rammaricata dalla mancanza di risposte dell’amministrazione comunale.

Avevamo inviato al sindaco alcune istanze per ridurre il carico gravante sulla categoria e permettere, quindi, di superare la prima fase della crisi. Tra le istanze anche la richiesta che, alla luce del fermo del settore, provocato dai blocchi nazionali ed esteri, fosse sospesa non solo l’applicazione della Tari, ma anche quella del canone “speciale” Tari imposto alle locazioni turistiche (assimilate ad attività commerciali) per tutto il 2020. Spiace che il silenzio sia rivolto a un’associazione che ha sempre cercato un canale di dialogo con l’amministrazione».

 

Da L’Arena del 18/09/2020

Turismo fermo – I locatori chiedono aiuto al sindaco

Sono soggetti alla medesima tassazione di una qualsiasi attività commerciale, vengono interpellati in diversi tavoli del settore ricettivo, e nel periodo nero dell’edilizia hanno favorito il boom delle ristrutturazioni immobiliari, contribuendo alla ripresa del comparto. Eppure, sono ancora considerati figli di un dio minore. Un’etichetta spesso difficile da sostenere, per i locatori turistici di Verona, specie ora che al drammatico impatto della pandemia si sommano i sacrifici di una ripartenza fiacca – troppo per ambiti strategici come il turismo – e con scarsissime prospettive di margine.

Motivo per cui gli oltre 200 associati di Locatur Verona hanno preso carta e penna, indirizzando il proprio grido di aiuto al primo cittadino Federico Sboarina e all’Assessore ai Tributi Francesca Toffali.

Quattro le istanze proposte per risollevare il già compromesso settore, e tutte le famiglie che vi stanno dietro. A snocciolarle è il presidente dell’associazione di categoria Edoardo Nestori, che in prima battuta chiede la sospensione dell’imposta sui rifiuti (Tari) per tutto il tempo del lockdown, 9 marzo -18 maggio. Richiesta giustificata dal fatto che, analogamente ai “cugini” hotel e b&b, «in questa finestra le strutture locatizio-turistiche non hanno ricevuto alcun ospite, pertanto non hanno potuto produrre alcun genere di immondizia». Essendo, inoltre, tuttora fermi, a causa dei blocchi territoriali, sia nazionali che esteri, «chiediamo pure la sospensione del canone “speciale” della Tari imposto alle locazioni turistiche (in ciò assimilate a esercizi commerciali), e che quest’ultima venga riformulata nella versione residenziale fino a fine 2020».

Tra le righe, ciò che la categoria rivendica è un più puntuale inquadramento giuridico, compito questo del legislatore regionale, in quanto «non essendo qualificabili né come strutture ricettive alberghiere né extralberghiere, cosa che ci preclude anche la possibilità di erogare diversi servizi tipicamente turistici (la prima colazione, il cambio lenzuola, e persino la messa a disposizione di carta igienica e di mappe cittadine), di fatto siamo esposti a non pochi problemi pratici e interpretativi», spiega Nestori, rimarcando che «se ad essere piagati dal virus sono stati tutti gli operatori economici, in una provincia ad alta vocazione turistica come quella scaligera, a pagare lo scotto maggiore è proprio la nostra filiera». Nel locatizio-turistico in particolare, «a fronte di cento cancellazioni contiamo appena quattro prenotazioni. Per non farci sfuggire anche quei pochi visitatori che quest’estate decideranno di soggiornare nella bella Verona, un altro segnale atteso dall’amministrazione, oltre al ribasso simbolico della tassa di soggiorno a 1 euro, è dunque il ripristino dell’accesso gratuito alla Ztl.  Almeno per il tempo utile a scaricare i bagagli», conclude il presidente dei locatori turistici, «che data l’attrattiva ormai creata anche dalla nostra attività, dovrebbero essere consìderati strutture ricettive non solo negli oneri, ma anche nei diritti».